L’ex San Paolo è uno dei pochi ad emergere nella disfatta dello Stadium. Carattere, fisico e grande concentrazione, nonostante i vent’anni

Uscire con la sufficienza in pagella dopo questo derby non era scontato. A maggior ragione se hai vent’anni e sei alla seconda apparizione nel calcio europeo. Lyanco, però, c’è riuscito, confermando allo Stadium le buone impressioni destate ad Udine. Nel 4-0 subito nella stracittadina, di fronte ad una Juventus straripante, il centrale ha offerto una prova positiva e di grande personalità. Coraggiosa era stata la scelta di Mihajlovic che aveva deciso di buttarlo nella mischia rinunciando, per la seconda partita consecutiva, al pilastro Moretti. In campo, Lyanco – soffiato proprio ai bianconeri nello scorso mercato di gennaio – argina come può le scorribande avversarie, limitando l’azione di Mandzukic in area di rigore e respingendo la maggior parte dei tanti, troppi, cross concessi dagli esterni granata. I problemi del Toro non nascono certo dalla sua parte, anzi: centrocampo in balìa delle giocate di Pjanic e Dybala, corsie esterne dominate da Cuadrado, Costa (sebbene in tono minore) e Alex Sandro.

Lyanco, dal canto suo, non regala nulla. Nemmeno dopo trenta secondi, quando è bravo a fermare Mandzukic in area di rigore. E dire che i primi minuti avevano regalato un suo quasi autogol, salvato solo dalla prontezza di Sirigu. L’errore sul retropassaggio mal calibrato, però, non scalfisce alcuna certezza. Grande fisico e grinta nei contrasti, e il centravanti bianconero non è certo un cliente facile, buona capacità di corsa e spiccata destrezza con i piedi. Nei pochi errori commessi, è bravo e pronto a rimediare. Poche responsabilità sui gol subiti: sorpreso, come N’Koulou, dal maldestro errore di Rincon in occasione del primo gol, incolpevole sulle reti di Pjanic e Alex Sandro, timido in marcatura su Higuain nell’azione del 4-0, ma è comprensibile al 92’ di una partita di sofferenza. E’ lui, insieme a Sirigu e Belotti, la nota positiva nella mal orchestrata sinfonia dello Stadium. Il Toro, chiamato a rialzarsi prontamente, potrà ripartire da qui: dalla solidità di un ragazzo classe ‘97.


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odix77
8 anni fa

Dove sono gli anticairo ?? quelli che quando si diceva : ok rossettini non è un fenomeno e ajetui è scarso, ma manca tutta la fase difensiva non è solo un problema dei difensori…..ti rispondevano : dai a miha difensori decenti e vedi come cambia, cairo merda….. bene i difensori… Leggi il resto »

SpakkaLaGobba
8 anni fa

A me è piaciuto molto anche Ansaldi. Migliore secondo me in difesa e centrocampo del bravo e simpatico Zappa (bravissimo a spingere e in contropiede). Mi sarebbe piaciuto averli tutti e due…

SpakkaLaGobba
8 anni fa

Spero che dia seguito alle sue prime parole (voler restare al Toro per anni…) con i fatti perché secondo me promette molto.

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